Un impero da salvare

Pubblicato: 13/04/2010 da montelfo in Aristofane, Politica, Società
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di Aristofane

Come sempre, i grandi autori ci consegnano visioni del mondo e dell’uomo che centrano la vera natura di ciò che ci circonda. Un efficace esempio è questo brano, tratto da “Le città invisibili” di Italo Calvino.

Nella vita degli imperatori c’è un momento, che segue all’orgoglio per l’ampiezza sterminata dei territori che abbiamo conquistato, alla malinconia e al sollievo di sapere che presto rinunceremo a conoscerli e a comprenderli; un senso come di vuoto che ci prende una sera con l’odore degli elefanti dopo la pioggia e della cenere di sandalo che si raffredda nei bracieri; una vertigine che fa tremare i fiumi e le montagne istoriati sulla fulva groppa dei planisferi, arrotola uno sull’altro i dispacci che ci annunciano il franare degli ultimi eserciti nemici di sconfitta in sconfitta, e scrosta la ceralacca dei sigilli di re mai sentiti nominare che implorano la protezione delle nostre armate avanzanti in cambio di tributi annuali in metalli preziosi, pelli conciate e gusci di testuggine: è il momento disperato in cui si scopre che quest’impero che ci era sembrato la somma di tutte le meraviglie è uno sfacelo senza fine nè forma, che la sua corruzione è troppo incancrenita perchè il nostro scettro possa mettervi riparo, che il trionfo sui sovrani avversari ci ha fatto eredi della loro lunga rovina.

Sorge spontaneo il paragone tra l’impero di cui si parla nel testo e  la società dei giorni nostri. A volte si sente parlare di ottimismo, di buone possibilità per il futuro. Ma basta guardarsi intorno per rendersi conto che la realtà è ben diversa: i giovani sono spesso condannati ad un futuro di precariato; la politica si occupa solo dei suoi problemi e trascura i cittadini; si punta sull’energia nucleare abbandonando quella pulita; la scuola viene fatta a pezzi, cancellando la cultura ed il suo valore; l’informazione è manipolata e serva nella maggior parte dei casi; territori sempre più vasti e settori crescenti dell’economia sono in mano alla mafia. Ecco perchè chi parla di ottimismo spesso si trova in posizioni altolocate. Al di fuori di tutto questo, il mondo può avere un aspetto diverso.

Questa visione è senza dubbio molto pessimistica, e non sempre le cose vanno in questo modo. Ci sono verità molto diverse e meritevoli. Ma dobbiamo lottare per mantenerle vive, farle crescere e fare in modo che sconfiggano la parte marcia della realtà, altrimenti anche il nostro mondo e la nostra vita si incancreniranno e perderanno valore, fino a dissolversi.

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