di L’Albatro

Il ministro dell’Interno Maroni, in un’intervista al Corriere della Sera, ha dichiarato un po’ di cosette che meritano menzione.
“Berlusconi sa che se vuole davvero fare la grande riforma non può che affidarsi alla Lega, noi siamo leali” – cioè se Berlusconi volesse fare le riforme per conto suo, la Lega si metterebbe di traverso. E’ ormai sempre più palese e chiaro che chi comanda davvero nel governo italiano della XVI Legislatura è la Lega Nord, un partito secessionista. Secondo Maroni le riforme da attuare subito sono l’istituzione del Senato federale e la modifica del Titolo Quinto della Costituzione, che definisce le regioni e le provincie. E’ riportato qua sotto, nella sua prima parte, l’articolo 114.

TITOLO V

LE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI
Art. 114

La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.

Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.

Nelle visioni del ministro, “il sistema di competenze concorrenti tra Stato e Regioni ha creato un guazzabuglio con conflitti continui davanti alla Corte Costituzionale”. In parole povere si sono scontrati contro un muro costituzionale che garantisce l’autonomia delle regioni: il decreto “interpretativo”, legge ad partitum per riammettere il PdL alle elezioni regionali del Lazio e della Lombardia, non ha avuto effetto perché le elezioni regionali sono di competenza, guarda un po’, regionale, e il governo non può in alcun modo interferire con i governi locali.

La costituzione del Senato federale è naturalmente orientata al totem legista del federalismo. Trovo assurdo che uno Stato che vuole essere così fiero di sé stesso sia governato da una forza ambigua che vuole smembrarlo, non celebrare e 150 anni di storia unitaria: gli U.S.A. sono il grande esempio di federalismo, ma non dimentichiamo la dimensione degli States. Inoltre la loro storia contempla un certo periodo di divisione, seguito dall’unione federalista. Noi stiamo andando al contrario!

Secondo Maroni si deve attuare subito la riduzione dei parlamentari, subito. Sarebbe anche ora, anche se ricordo che Berlusconi in campagna elettorale aveva promesso meno ministri, che sono poi lievitati! Questa riforma è nelle idee del ministro destinata alla regia della Lega: “Ci vuole qualcuno che coordini e la regia deve essere la Lega. Del resto noi siamo il vero motore e dunque il soggetto giusto” – Attenzione! Sono loro il vero motore. E il governo non sarebbe sotto controllo?

Infine il ministro ribadisce la richiesta della separazione delle carriere per la magistratura, oltre che l’eliminazione del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale. Su questo ultimo punto confesso una momentanea ignoranza, per cui invoco il mio compagno Aristofane, che ci illumini con i suoi studi giuridici!

(Fonte: articolo da reuters.it)

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