Archivio per 06/04/2010

di Aristofane

Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni vuole che sia in primo luogo la Lega a riformare la Costituzione. Riforma che, in sostanza, dovrebbe prevedere il Senato federale, la modifica del Titolo Quinto e l’eliminazione dell’obbligatorietà dell’azione penale. L’operazione giuridica, a dir poco delicata, necessaria a modificare la Carta dovrebbe essere affidata, sempre secondo Maroni, a Bossi e Calderoli.

Sarò prevenuto, ma l’idea che la Costituzione venga riformata e quindi in parte riscritta, emendata, modificata eccetera da Calderoli e Bossi è per me agghiacciante. Stiamo parlando di due individui che sono tra i principali esponenti di una partito che si dichiara apertamente secessionista; che vorrebbe eliminare (fisicamente o rispedendo al loro paese) gli extracomunitari; che predica l’intolleranza religiosa, culturale, etnica; che sostiene un presidente del consiglio che fa spregio della giustizia e di ogni regola, cercando di evitare processi e guai finanziari per le sue aziende. Tutto ciò stride leggermente con gli articoli 2,3,5,6,8 della nostra Costituzione (prendendo in considerazione solamente i principi fondamentali presenti nella Carta, ovvero i primi 12 articoli; un elenco completo sarebbe troppo lungo).

Inoltre Maroni, che impone la Lega come forza di riforma costituzionale, è condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni di reclusione per resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale (e quindi non è il ministro dell’agricoltura, ma dell’interno, giustamente). Durante la perquisizione della sede leghista di Milano, il buon Bobo ed altri dirigenti della Lega si azzuffano con gli agenti di polizia, per impedire loro di svolgere il proprio lavoro. Maroni tenta addirittura di mordere la caviglia di un poliziotto. Inoltre, il ministro è imputato come ex capo delle camicie verdi (insieme ad altri dirigenti leghisti), con le accuse di attentato contro la Costituzione e l’integrità dello Stato e creazione di struttura paramilitare fuorilegge. Il centrodestra, però, nel 2005 vara una riforma legislativa, con la quale i primi due reati vengono ampiamente ridimensionati; resta in piedi quindi solo il terzo ( le informazioni su quest’ultimo procedimento sono aggiornate al marzo 2008,n.d.a.). Insomma, il soggetto ideale per proporre una riforma della Carta Costituzionale.

Ma veniamo a chi dovrebbe materialmente farla, questa riforma. Calderoli, fiero difensore della Chiesa e della famiglia, si è sposato con rito celtico con Sabrina Negri, da cui si è poi separato; definisce “una porcata” la legge elettorale di cui egli stesso è, nel 2005, coautore; il 15 febbraio 2006 espone, durante un’intervista al tg1, una maglietta con la riproduzione di una delle vignette danesi che hanno scatenato disordini in tutto l mondo islamico: due giorni dopo, durante una dura protesta contro il ministro davanti al consolato italiano in Libia, la polizia libica spara, uccidendo undici manifestanti; è stato salvato dall’inchiesta sulle camicie verdi da una legge ad personam ed è imputato (informazione aggiornata al 2008, n.d.a.) per ricettazione.

Su Bossi le cose da dire sarebbero tantissime. Limitiamoci a ricordare che è condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont; il 16 dicembre 1999 la Cassazione l’ha condannato ad un anno per istigazione a delinquere; nel 2007 è stato condannato, sempre definitivamente, ad un anno e quattro mesi (anche se poi la pena è stata commutata in 3000 euro di multa, ma l’indulto ha estinto tutto) per vilipendio alla bandiera italiana, per aver affermato nel 1997: “Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”.

Più che una riforma, ci vorrebbe un riformatorio.

Questi sono i soggetti che dovrebbero mettere mano alla nostra Costituzione. Persone che non hanno rispetto della patria e della bandiera, e quindi dei cittadini. Le riforme che vorrebbero introdurre riguardano la trasformazione dell’Italia in una repubblica federale (ogni regione avrebbe ambiti di competenza molto più ampi di quelli attuali, pur continuando a dipendere dallo Stato centrale) e l’introduzione di un semipresidenzialismo alla francese (il Presidente della Repubblica è eletto direttamente dal popolo ed è parte integrante del potere esecutivo, anche se il governo vero e proprio, di cui il presidente nomina il Primo Ministro, deve ottenere la fiducia delle camere). Ma la cosa più spaventosa riguarda l’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale. Secondo l’art. 112 della Costituzione “il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale”; ovvero il magistrato, qualora venga a conoscenza di reati, deve intervenire e svolgere le sue funzioni di indagine, sempre ed in ogni caso, chiunque siano i soggetti che sono sospettati dei reati che vengono a galla. Maroni vorrebbe eliminare questa obbligatorietà. Ma se ciò accadesse, quale magistrato vorrebbe, in presenza di notizie di reato riguardanti potenti esponenti del mondo politico, finanziario o economico, andare a procedere e rovinarsi così la carriera? Il loro fine ultimo è, come sempre, fuggire dalla giustizia e farla franca.

di L’Albatro

Il ministro dell’Interno Maroni, in un’intervista al Corriere della Sera, ha dichiarato un po’ di cosette che meritano menzione.
“Berlusconi sa che se vuole davvero fare la grande riforma non può che affidarsi alla Lega, noi siamo leali” – cioè se Berlusconi volesse fare le riforme per conto suo, la Lega si metterebbe di traverso. E’ ormai sempre più palese e chiaro che chi comanda davvero nel governo italiano della XVI Legislatura è la Lega Nord, un partito secessionista. Secondo Maroni le riforme da attuare subito sono l’istituzione del Senato federale e la modifica del Titolo Quinto della Costituzione, che definisce le regioni e le provincie. E’ riportato qua sotto, nella sua prima parte, l’articolo 114.

TITOLO V

LE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI
Art. 114

La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.

Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.

Nelle visioni del ministro, “il sistema di competenze concorrenti tra Stato e Regioni ha creato un guazzabuglio con conflitti continui davanti alla Corte Costituzionale”. In parole povere si sono scontrati contro un muro costituzionale che garantisce l’autonomia delle regioni: il decreto “interpretativo”, legge ad partitum per riammettere il PdL alle elezioni regionali del Lazio e della Lombardia, non ha avuto effetto perché le elezioni regionali sono di competenza, guarda un po’, regionale, e il governo non può in alcun modo interferire con i governi locali.

La costituzione del Senato federale è naturalmente orientata al totem legista del federalismo. Trovo assurdo che uno Stato che vuole essere così fiero di sé stesso sia governato da una forza ambigua che vuole smembrarlo, non celebrare e 150 anni di storia unitaria: gli U.S.A. sono il grande esempio di federalismo, ma non dimentichiamo la dimensione degli States. Inoltre la loro storia contempla un certo periodo di divisione, seguito dall’unione federalista. Noi stiamo andando al contrario!

Secondo Maroni si deve attuare subito la riduzione dei parlamentari, subito. Sarebbe anche ora, anche se ricordo che Berlusconi in campagna elettorale aveva promesso meno ministri, che sono poi lievitati! Questa riforma è nelle idee del ministro destinata alla regia della Lega: “Ci vuole qualcuno che coordini e la regia deve essere la Lega. Del resto noi siamo il vero motore e dunque il soggetto giusto” – Attenzione! Sono loro il vero motore. E il governo non sarebbe sotto controllo?

Infine il ministro ribadisce la richiesta della separazione delle carriere per la magistratura, oltre che l’eliminazione del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale. Su questo ultimo punto confesso una momentanea ignoranza, per cui invoco il mio compagno Aristofane, che ci illumini con i suoi studi giuridici!

(Fonte: articolo da reuters.it)