Archivio per marzo, 2010

di Aristofane

Ecco gli interventi di Marco Travaglio a “Rai per una notte” .

di Aristofane

Gli ascolti di “Rai per una notte” sono stai ottimi (a giudicare dai primi dati), ma la notizia migliore arriva da Internet: gli accessi al solo sito dei Repubblica sono stati intorno ai 300 mila, ai quali vanno sommati i 125 mila di raiperunanotte.it e quelli degli altri siti che stavano seguendo l’evento.
E’ stata una serata coinvolgente, ricca di atmosfera e di ospiti interessanti, che anno contribuito alla riuscita della manifestazione. Floris, Travaglio, Luttazzi, Ruotolo, Iacona, Gabanelli, Lerner e molti altri hanno portato la loro esperienza ed intelligenza al palazzatto di Bologna, rendendo possibile una grande dimostrazione di forza contro la censura ordinata dal sultano. Chissà che questo non sia solo il primo tassello di un mosaico destinato a diventare sempre più grande.

Ognuno di voi può farsi un’idea della serata e del suo andamento seguendo i video che continueremo a postare in questi giorni, e che cercheranno di fotografare i momenti salienti della trasmissione.
Il primo video è quello dell’inizio della serata, con la lettera di Michele Santoro al Presidente della Repubblica ed il ricordo di Danilo Dolci.

di Aristofane

Questa sera, ore 21, “Rai per una notte”. Mentre “Libero” strilla contro la manifestazione usando i soliti, logori argomenti, personaggi che in tv non si vedono da molto tempo o che non si vedono spesso (Dario Fo, Daniele Luttazzi, Sabina Guzzanti ed altri) e volti noti del piccolo schermo (Marco Travaglio, Gad Lerner, Giovanni Floris) si preparano a dare il via a quella che si appresta ad essere una serata di vera informazione, condotta da Michele Santoro. In questo mese di blackout (dovuto a ben noti motivi ) sono accadute moltissime cose ed il potere politico ha potuto approfittare dell’assenza di una o più trasmissioni televisive che rendessero note al grande pubblico le malefatte dei potenti e dei loro protetti.
Questa sera, finalmente, i nodi verranno al pettine, e il grande pubblico (per lo meno quello interessato) potrà guardare in faccia i responsabili dei vari scandali, capire come sono andate le cose e farsi un’idea. Indipendentemente da quale essa sia, è questo l’importante: sapere, capire e decidere, formandosi autonomamente e liberamente un’opinione.
Qui trovate l’elenco delle radio, televisioni e siti che trasmetteranno l’evento.
I giornali e telegiornali di regime hanno già iniziato a sparare a zero su “Rai per una notte”, e non è difficile immaginare che continueranno a farlo nei prossimi giorni, accusando la trasmissione di essere a senso unico, faziosa, irrispettosa della par condicio. Saranno questi i loro argomenti, ed è facile capirlo perchè sono sempre gli stessi. Attaccano e strillano preventivamente perchè hanno paura, sono terrorizzati, ben sapendo che, con un’informazione libera, le loro bugie e le loro bassezze avrebbero vita breve.
Il re ha sempre paura di chi lo mostra nudo, ed urlerà contro di lui usando ogni mezzo a sua disposizione, come del resto è già successo più volte. Sta a noi non permettere che ciò continui a succedere.

(Seguite il blog nei prossimi giorni, riporteremo un riassunto dei momenti salienti della trasmissione e le critiche che riceverà!)

Aggiornamento del post precedente a proposito della riforma sanitaria americana, da repubblica.it:

25 marzo 2010

WASHINGTON – La legge sulla riforma della Sanità, appena approvata negli Usa, dovra’ essere sottoposta ad una nuova votazione per irregolarita’ di procedura. Lo ha detto Jim Manley, portavoce del leader della maggioranza Democratica al Senato, Harry Reid.

”Dopo ore passate a cercare di bloccare il testo”, ha detto Manley, i repubblicani ”hanno trovato due disposizioni relativamente minori che costituiscono vizi alla procedura del Senato e noi dovremo rinviare il testo alla Camera dei rappresentanti”.

L’Albatro

Quel che Marx ci dice del Caimano

Pubblicato: 24/03/2010 da montelfo in L'Albatro, Politica
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Potete trovare a questo link un articolo dal sito MicroMega (di repubblica.it), scritto da Angelo d’Orsi, professore di Storia del pensiero politico presso l’Università di Torino.

Si parla di un Marx ventiseienne, che riflette sul “Dio denaro” e tutte le aberrazioni e situazioni prive di logica che questo culto crea. L’articolo prende le mosse da una riflessione del professor d’Orsi durante una propria lezione in università: ciò che stava leggendo agli studenti dai “Manoscritti economico-filosofici del 1844” è stato per loro una sorta di déjà vu del nostro surreale presente. Da qui questo scritto. Con riferimenti espliciti al nostro premier, “Silvio Magno”.

Citaz.: “Insomma, il denaro ha un potere miracoloso: trasforma ogni umana deficienza nel suo esatto contrario. Gli stupidi diventano intelligenti; i brutti, bellissimi; i malvagi, buoni; i disonesti, individui di specchiata onestà.

– Cioè può trasformare anche il più disonesto in un santo, in un capo, o peggio, un capopopolo.

Link esteso dell’articolo: [ http://temi.repubblica.it/micromega-online/quel-che-marx-ci-dice-del-caimano/ ]

L’Albatro

di Aristofane

“Sporco negro”, “negro di merda”, “vai a fare la guerra civile e ad inseguire i caschi di banane”. Questi insulti hanno fatto da colonna sonora alla partita Chelsea-Inter che ho visto mercoledì scorso (andare ogni tanto a vedere una partita con gli amici per passare un momento di relax e divertimento a fine giornata fa parte delle mie debolezze). Il piacere di vedere una buona gara, del bel gioco e di scherzare e commentare con gli amici è stato subito offuscato dalle urla di questi due individui (ragazzi più o meno della mia età). Mi sono chiesto da dove derivi tutta questa rabbia, tutto questo disprezzo per il diverso. Chi abbia insegnato loro che chi non è italiano di pura razza ariana è inferiore, sporco, sbagliato. Perché non riescono a vedere la ricchezza e le opportunità che un mondo multiculturale ci offre? Certo, l’immigrazione, l’integrazione e tutto ciò che è ad esse collegato comportano difficoltà, problemi, sforzi da parte di tutti. Ma perché loro non fanno questi sforzi? Credo che le risposte siano molte: perché è più facile non fare sforzi ed insultare; perché capire gli altri richiede impegno. E soprattutto perché il razzismo è nell’aria, ci circonda e si è fatto istituzione. E’ oramai sdoganato.

Sabato sera ho assistito ad un concerto di The Idan Raichel Project, un gruppo di artisti provenienti da tutto il mondo. E mentre chiudevo gli occhi, lasciandomi cullare dalle note della canzone che trovate nel video qui sotto (il titolo è “Mi’ma’amakim”), ho capito quanto sia fortunato chi quelli sforzi li fa e riesce ad apprezzare il diverso e il nuovo, vedendoli come una possibilità di aprire i suoi orizzonti.

Obama’s medical care

Pubblicato: 23/03/2010 da montelfo in Estero, L'Albatro, Politica
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di L’Albatro

“È fatta: abbiamo i voti”. Il partito democratico americano tira un sospiro di sollievo: esce da un’apnea di ben 17 mesi, il tempo di gestazione della molto discussa riforma del sistema sanitario americano. Le cifre che vengono riportate dai media parlano di 32 milioni di americani che potranno accedere più facilmente all’assistenza sanitaria. Quattro i punti principali della legge: sussidi alle famiglie, rimborsi per le spese mediche degli anziani, polizze obbligatorie al di sopra di una certa fascia di reddito (29 mila dollari per i singoli, 88 mila per le famiglie), fine degli arbitrii delle compagnie assicurative. Quest’ultimo punto è forse il più importante: nel sistema attualmente in vigore la compagnia assicurativa può decidere di revocare l’assicurazione ad una persona che si ammala.

Dopo il sì all’ultimo minuto da parte del gruppo dei democratici antiabortisti (i più critici della parte di Obama rispetto a questa riforma) la legge è stata votata alla Camera, e sarà mandata al Senato che, a meno di un colpo di scena, dovrebbe inviarla al presidente per la firma finale.

I repubblicani speravano di riuscire a trasformare questa riforma in una disfatta per i democratici (il tema sanità è stato una sorta di “portasfortuna”, l’ultima riforma sanitaria risale al 1965 e fino ad ora chiunque vi si fosse cimentato aveva fallito), ma il presidente Barack Obama ne ha approfittato per rilanciare subito l’agenda della Casa Bianca, con le altre riforme, come quella che riguarda le regole della finanza, oppure la riforma ambientale, con la quale il governo cercherà di mettere in atto le direttive internazionali sottoscritte al convegno di Copenaghen (l’ultimo in fatto di emissioni di anidride carbonica, forse più promettente del protocollo di Kyoto…).

Il sistema sanitario americano rimarrà comunque prevalentemente privatistico; si è ben lontani da un’assistenza gratuita e universale: da un certo punto di vista possiamo dirci fortunati ad avere un sistema sanitario come quello italiano, sicuramente imperfetto e pieno zeppo di falle, ma fondamentalmente aperto a chiunque necessiti di soccorso. Nonostante tutto, però, questo può essere considerato un momento storico per i nuovi USA di Barack Obama.

La piazza finta e quella reale

Pubblicato: 22/03/2010 da montelfo in Montelfo, Politica
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La corte del re e i suoi scribacchini esultano per il grande successo della manifestazione del pdl di sabato 20 marzo. Ma la realtà, come spesso accade con il sultano, è un’altra. C’erano molte persone sinceramente convinte di sostenere una persona che sta facendo il bene dell’Italia, è vero. Giovani (non molti) e anziani. Anestetizzati dai tg e dai giornali di regime che ogni giorno proclamano a reti e prime pagine unificate la vittoria del capo, la sua forza e il suo successo.

Ma la manifestazione è stata un fiasco: il numero dei partecipanti è stato di molto inferiore alle aspettative e il capo è più solo che mai. Fini, Tremonti e forse perfino Bossi si stanno smarcando: quando la nave affonda i topi scappano.

Le prime due foto che appaiono qui sopra sono scattate da un terrazzo che si affaccia su Piazza San Giovanni alle 17.40, durante il discorso di Berlusconi. Le foto parlano da sole, senza bisogno di commenti sui dati che sono circolati in questi giorni. L’ultima foto è stata scattata al concerto del 1° maggio dello scorso anno.

Non dobbiamo lasciare che facciano pensare alla gente di avere vinto, mentre stanno perdendo terreno! Per questo queste foto devono circolare!

In comode rate mentali

Pubblicato: 21/03/2010 da montelfo in Montelfo
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Creare un blog per capire.

Capire quello che si vuole dire, riordinare le idee che ogni giorno ci affollano la mente, stupide intelligenti sensate incredibili idee.

Con la testa stipata a volte è difficile affrontare la più piccola e semplice vita. Scrivere da qualche parte quello che ci fa essere come siamo, che ci permette di essere degli esseri umani (chi più, chi meno): le idee, il pensiero unito ed applicato a tutto il resto, può aiutare a comprendere.

Perché, senza accorgercene, stiamo svanendo, perdendo e allontanando ciò che abbiamo di diverso da tutto ciò che si muove: il pensiero.

Il pensiero quotidiano, spicciolo, razionale, fantasioso, allegro; lo stiamo evitando, considerandolo scontato o addirittura sbagliato.

Scomodo, si può dire; è più facile distogliere la nostra mente da quelle cose che necessitano attenzione, che richiedono qualcosa di più di una banale parola per essere capite.

Giorno dopo giorno pensare diventa una parte sempre minore della nostra vita. E così perdiamo di vista la meta; senza accorgercene perdiamo di vista uno scopo, un futuro. Perdiamo di vista noi stessi e ci rifugiamo in un guscio di vuota ed insulsa pochezza. Molto più semplice da conquistare, perché non c’è nulla da conquistare. Lasciamo che tutto scivoli via.

Vendiamo i nostri pensieri. Così. In comode rate mentali.

Creare un blog non per ergersi a guida o per dimostrare una superiorità.

Piuttosto per evitare che riflessioni e considerazioni di ogni genere restino a galleggiare indefinite nella nostra testa o, peggio, si perdano: creare un blog per dar loro un senso.

Stiamo lasciando alla deriva parte della nostra umanità, affogati in un mare di cose inutili nel quale siamo in balia di ogni onda come un messaggio in una bottiglia. Stiamo svendendo la nostra testa, mettendo in saldo la nostra intelligenza e scontando i nostri pensieri, vendendoli a chi ci aiuta a narcotizzare la nostra mente nascondendo la realtà.

Ma la realtà non è un senso unico: idee e pensieri non possono essere statici ed indiscutibili. Se non vengono di tanto in tanto scossi con obiezioni, criticati o corroborati da altri argomenti si seccano e muoiono.

Creare un blog per ricevere quante più repliche possibili!

Lasciamo quindi da parte critiche sterili e lapidarie. Uccidono la discussione e ciò non è nel nostro interesse: la verità è una sfida, se non ci si esercita a contraddirla e la si accetta così com’è si paralizza. E morendo diventa immodificabile.